XI° Solenne Capitolo
24 Maggio 2008 - Mombaruzzo
L’undicesimo Solenne Capitolo della Corporazione degli Acquavitieri si è svolto a Mombaruzzo presso le cantine di Invecchiamento delle Distillerie Berta. Al termine della cerimonia, si è svolto il Pranzo di Gala nel Museo del Vecchio Alambicco. Alla presenza del Gran Maestro, dei Cavalieri e delle Dame d’onore, fondatori della Corporazione, sono stati insigniti del titolo:

XI° Solenne Capitolo

Le Distillerie Berta

Le Distillerie Berta

XI° Solenne Capitolo

XI° Solenne Capitolo

XI° Solenne Capitolo

XI° Solenne Capitolo

XI° Solenne Capitolo

XI° Solenne Capitolo

XI° Solenne Capitolo

XI° Solenne Capitolo

Cantina di affinamento

Cantina di affinamento

Cantina di affinamento

Cantina di affinamento

Cantina di affinamento

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XI° Solenne Capitolo

Enrico Berta

XI° Solenne Capitolo

XI° Solenne Capitolo

XI° Solenne Capitolo

XI° Solenne Capitolo

XI° Solenne Capitolo

XI° Solenne Capitolo

XI° Solenne Capitolo

Mauro Frediani
Nato da una famiglia di origini toscane, negli anni settanta, dopo il diploma con lode e la leva militare, si getta con entusiasmo nel mondo della ristorazione. Passione ereditata dal padre, che fin dagli anni cinquanta, gestiva un’attività di mediazione e compra vendita di ristoranti, maturata poi nella scelta di allestire il Pappatone, celebre ristorante pizzeria d’avanguardia. Dopo un anno di apprendistato Mauro apre un piccolo locale in centro Milano, Papillon, a questo seguiranno Il Trotter , Il Teglione, Il Rembrandt e Il Primonovecento. Ma il suo sogno si realizza quando riesce ad unire la passione per la ristorazione con l’amore per i cavalli; nasce così nel 1975 in una storica villetta di San Siro, il Ristorante Ribot. Da allora la ricerca della qualità, abbinata alla semplicità, diventano i motivi fondamentali su cui poggia tutta la sua esperienza.

Mauro Frediani
Nato da una famiglia di origini toscane, negli anni settanta, dopo il diploma con lode e la leva militare, si getta con entusiasmo nel mondo della ristorazione. Passione ereditata dal padre, che fin dagli anni cinquanta, gestiva un’attività di mediazione e compra vendita di ristoranti, maturata poi nella scelta di allestire il Pappatone, celebre ristorante pizzeria d’avanguardia. Dopo un anno di apprendistato Mauro apre un piccolo locale in centro Milano, Papillon, a questo seguiranno Il Trotter , Il Teglione, Il Rembrandt e Il Primonovecento. Ma il suo sogno si realizza quando riesce ad unire la passione per la ristorazione con l’amore per i cavalli; nasce così nel 1975 in una storica villetta di San Siro, il Ristorante Ribot. Da allora la ricerca della qualità, abbinata alla semplicità, diventano i motivi fondamentali su cui poggia tutta la sua esperienza.

Mauro Frediani
Nato da una famiglia di origini toscane, negli anni settanta, dopo il diploma con lode e la leva militare, si getta con entusiasmo nel mondo della ristorazione. Passione ereditata dal padre, che fin dagli anni cinquanta, gestiva un’attività di mediazione e compra vendita di ristoranti, maturata poi nella scelta di allestire il Pappatone, celebre ristorante pizzeria d’avanguardia. Dopo un anno di apprendistato Mauro apre un piccolo locale in centro Milano, Papillon, a questo seguiranno Il Trotter , Il Teglione, Il Rembrandt e Il Primonovecento. Ma il suo sogno si realizza quando riesce ad unire la passione per la ristorazione con l’amore per i cavalli; nasce così nel 1975 in una storica villetta di San Siro, il Ristorante Ribot. Da allora la ricerca della qualità, abbinata alla semplicità, diventano i motivi fondamentali su cui poggia tutta la sua esperienza.

Giorgio Cotti
Giorgio comincia ad aiutare padre Luigi già all’età di 13 anni nella storica Enoteca Cotti di Milano, nata nel 1906 e di proprietà della famiglia dal 1952. La passione per il mondo enologico, lo porta a lavorare a tempo pieno dal 1980 nell’enoteca, tanto che nel 1984 presso le cave della Charter Heidsieck è insignito del titolo di Cavaliere dello champagne. Nel 1987 consegue il riconoscimento di Sommelier nel 1987 e lavora tutt’ora come socio assieme al papà Luigi nell’enoteca di famiglia. Punto di riferimento nel cuore di Milano, con i suoi scaffali liberty e gli arredi ancora originali, la Famiglia Cotti seleziona i migliori prodotti italiani da promuovere e proporre alla sua clientela internazionale, con particolare attenzione ai vini e alle grappe, vero orgoglio italiano; di quest’ultima una straordinaria selezione di ben 650 differenti tipologie. Tanti i premi ricevuti da Giorgio e Luigi per la sapienza e per la scelta degli assortimenti, tra i più prestigiosi: il premio “Le migliori vetrine della grappa” nel 2003 e il prestigioso attestato “Ambrogino” dal sindaco di Milano Letizia Moratti, ricevuto lo scorso dicembre.

Giorgio Cotti
Giorgio comincia ad aiutare padre Luigi già all’età di 13 anni nella storica Enoteca Cotti di Milano, nata nel 1906 e di proprietà della famiglia dal 1952. La passione per il mondo enologico, lo porta a lavorare a tempo pieno dal 1980 nell’enoteca, tanto che nel 1984 presso le cave della Charter Heidsieck è insignito del titolo di Cavaliere dello champagne. Nel 1987 consegue il riconoscimento di Sommelier nel 1987 e lavora tutt’ora come socio assieme al papà Luigi nell’enoteca di famiglia. Punto di riferimento nel cuore di Milano, con i suoi scaffali liberty e gli arredi ancora originali, la Famiglia Cotti seleziona i migliori prodotti italiani da promuovere e proporre alla sua clientela internazionale, con particolare attenzione ai vini e alle grappe, vero orgoglio italiano; di quest’ultima una straordinaria selezione di ben 650 differenti tipologie. Tanti i premi ricevuti da Giorgio e Luigi per la sapienza e per la scelta degli assortimenti, tra i più prestigiosi: il premio “Le migliori vetrine della grappa” nel 2003 e il prestigioso attestato “Ambrogino” dal sindaco di Milano Letizia Moratti, ricevuto lo scorso dicembre.

Giorgio Cotti
Giorgio comincia ad aiutare padre Luigi già all’età di 13 anni nella storica Enoteca Cotti di Milano, nata nel 1906 e di proprietà della famiglia dal 1952. La passione per il mondo enologico, lo porta a lavorare a tempo pieno dal 1980 nell’enoteca, tanto che nel 1984 presso le cave della Charter Heidsieck è insignito del titolo di Cavaliere dello champagne. Nel 1987 consegue il riconoscimento di Sommelier nel 1987 e lavora tutt’ora come socio assieme al papà Luigi nell’enoteca di famiglia. Punto di riferimento nel cuore di Milano, con i suoi scaffali liberty e gli arredi ancora originali, la Famiglia Cotti seleziona i migliori prodotti italiani da promuovere e proporre alla sua clientela internazionale, con particolare attenzione ai vini e alle grappe, vero orgoglio italiano; di quest’ultima una straordinaria selezione di ben 650 differenti tipologie. Tanti i premi ricevuti da Giorgio e Luigi per la sapienza e per la scelta degli assortimenti, tra i più prestigiosi: il premio “Le migliori vetrine della grappa” nel 2003 e il prestigioso attestato “Ambrogino” dal sindaco di Milano Letizia Moratti, ricevuto lo scorso dicembre.

Salvatore Cherchi
All’età di 16 anni, comincia a lavorare nell’omonima azienda di famiglia dove si occupava prevalentemente della conduzione della parte agricola. Nel corso degli anni intraprende diversi corsi di enologia. Prosegue a lavorare nell’azienda, ricoprendo anche incarichi commerciali, fino a diventarne nel 2001 amministratore unico. Salvatore è stato anche protagonista di iniziative benefiche quali la mostra d’arte contemporanea “Buon vino, non mente”, tenutasi lo scorso luglio presso la sua cantina, in collaborazione con il gruppo di artisti e scrittori Anestetica; un’iniziativa che ha gemellato il mondo della pittura e della scultura con la cultura del bere bene, attraendo presso la struttura dell’azienda vinicola Cherchi circa 1500 visitatori. In occasione dell’evento, Salvatore Cherchi ha proposto una serie limitata di 2000 bottiglie di vino, il cui ricavato è stato interamente devoluto in beneficenza; risultato: la costruzione di due aule in Madagascar.

Salvatore Cherchi
All’età di 16 anni, comincia a lavorare nell’omonima azienda di famiglia dove si occupava prevalentemente della conduzione della parte agricola. Nel corso degli anni intraprende diversi corsi di enologia. Prosegue a lavorare nell’azienda, ricoprendo anche incarichi commerciali, fino a diventarne nel 2001 amministratore unico. Salvatore è stato anche protagonista di iniziative benefiche quali la mostra d’arte contemporanea “Buon vino, non mente”, tenutasi lo scorso luglio presso la sua cantina, in collaborazione con il gruppo di artisti e scrittori Anestetica; un’iniziativa che ha gemellato il mondo della pittura e della scultura con la cultura del bere bene, attraendo presso la struttura dell’azienda vinicola Cherchi circa 1500 visitatori. In occasione dell’evento, Salvatore Cherchi ha proposto una serie limitata di 2000 bottiglie di vino, il cui ricavato è stato interamente devoluto in beneficenza; risultato: la costruzione di due aule in Madagascar.

Salvatore Cherchi
All’età di 16 anni, comincia a lavorare nell’omonima azienda di famiglia dove si occupava prevalentemente della conduzione della parte agricola. Nel corso degli anni intraprende diversi corsi di enologia. Prosegue a lavorare nell’azienda, ricoprendo anche incarichi commerciali, fino a diventarne nel 2001 amministratore unico. Salvatore è stato anche protagonista di iniziative benefiche quali la mostra d’arte contemporanea “Buon vino, non mente”, tenutasi lo scorso luglio presso la sua cantina, in collaborazione con il gruppo di artisti e scrittori Anestetica; un’iniziativa che ha gemellato il mondo della pittura e della scultura con la cultura del bere bene, attraendo presso la struttura dell’azienda vinicola Cherchi circa 1500 visitatori. In occasione dell’evento, Salvatore Cherchi ha proposto una serie limitata di 2000 bottiglie di vino, il cui ricavato è stato interamente devoluto in beneficenza; risultato: la costruzione di due aule in Madagascar.

Enzo Rossi
Titolare de La Campofilone, una delle firme più prestigiose nell’arte della produzione della pasta all’uovo. Azienda storica, nata nel 1912 in una piccola trattoria di Campofilone, piccolo borgo agricolo immerso nel verde delle terre ascolane; qui le mani contadine della fondatrice Adorna Albanesi, impastavano sottilissimi fili di pasta all’uovo, più tardi meglio conosciuti come Maccheroncini di Campofilone. A Enzo va il riconoscimento di aver compiuto importanti ricerche nel campo della tradizione locale e del sistema antico di lavorazione del maccheroncino di Campofilone, tramite l’osservazione delle tecniche che le donne usavano nel produrre questa pasta in casa; un controllo sia fisico, che chimico, oltre che territoriale a tutela delle materie prime tradizionali che dovevano essere utilizzate. Da buon cultore della cucina tradizionale e dell’enologia italiana, Enzo ha saputo quindi perfezionare con l’utilizzo delle nuove tecnologie, i procedimenti di un tempo, lasciandone però inalterati tradizioni e ricordi.

Enzo Rossi
Titolare de La Campofilone, una delle firme più prestigiose nell’arte della produzione della pasta all’uovo. Azienda storica, nata nel 1912 in una piccola trattoria di Campofilone, piccolo borgo agricolo immerso nel verde delle terre ascolane; qui le mani contadine della fondatrice Adorna Albanesi, impastavano sottilissimi fili di pasta all’uovo, più tardi meglio conosciuti come Maccheroncini di Campofilone. A Enzo va il riconoscimento di aver compiuto importanti ricerche nel campo della tradizione locale e del sistema antico di lavorazione del maccheroncino di Campofilone, tramite l’osservazione delle tecniche che le donne usavano nel produrre questa pasta in casa; un controllo sia fisico, che chimico, oltre che territoriale a tutela delle materie prime tradizionali che dovevano essere utilizzate. Da buon cultore della cucina tradizionale e dell’enologia italiana, Enzo ha saputo quindi perfezionare con l’utilizzo delle nuove tecnologie, i procedimenti di un tempo, lasciandone però inalterati tradizioni e ricordi.

Enzo Rossi
Titolare de La Campofilone, una delle firme più prestigiose nell’arte della produzione della pasta all’uovo. Azienda storica, nata nel 1912 in una piccola trattoria di Campofilone, piccolo borgo agricolo immerso nel verde delle terre ascolane; qui le mani contadine della fondatrice Adorna Albanesi, impastavano sottilissimi fili di pasta all’uovo, più tardi meglio conosciuti come Maccheroncini di Campofilone. A Enzo va il riconoscimento di aver compiuto importanti ricerche nel campo della tradizione locale e del sistema antico di lavorazione del maccheroncino di Campofilone, tramite l’osservazione delle tecniche che le donne usavano nel produrre questa pasta in casa; un controllo sia fisico, che chimico, oltre che territoriale a tutela delle materie prime tradizionali che dovevano essere utilizzate. Da buon cultore della cucina tradizionale e dell’enologia italiana, Enzo ha saputo quindi perfezionare con l’utilizzo delle nuove tecnologie, i procedimenti di un tempo, lasciandone però inalterati tradizioni e ricordi.

Daniele e Fabio Balan
Grandi gourmet e conoscitori di vini e distillati di tutto il mondo, sono titolari della Vinicola Balan, Una passione che la Famiglia Balan si tramanda di padre in figlio dal 1962 e che Daniele e Fabio hanno potuto apprendere dal papà Sergio. Il vino non è solo un prodotto, ma uno stile, una passione e un divertimento. Un tipo di legame che porta ad essere curiosi e apprezzare anche esperienze internazionali che non siano le tue, a porti continuamente in confronto. E’ nata così la voglia di selezionare alcuni dei prodotti più interessanti presenti sul mercato, provenienti anche da Francia, Spagna, Portogallo e Germania, ma non solo. La Famiglia Balan vanta anche svariate collaborazioni con le aziende del territorio. Tra le collaborazioni che ci riguardano: la linea di Grappe dedicate interamente alla Corporazione degli Acquavitieri Italiani. Una gamma che vuole riscoprire, conservare ed esaltare usi, costumi e tradizioni delle cultura astesana, piemontese ed italiana con lo scopo di valorizzarne i prodotti tipici.

Daniele e Fabio Balan
Grandi gourmet e conoscitori di vini e distillati di tutto il mondo, sono titolari della Vinicola Balan, Una passione che la Famiglia Balan si tramanda di padre in figlio dal 1962 e che Daniele e Fabio hanno potuto apprendere dal papà Sergio. Il vino non è solo un prodotto, ma uno stile, una passione e un divertimento. Un tipo di legame che porta ad essere curiosi e apprezzare anche esperienze internazionali che non siano le tue, a porti continuamente in confronto. E’ nata così la voglia di selezionare alcuni dei prodotti più interessanti presenti sul mercato, provenienti anche da Francia, Spagna, Portogallo e Germania, ma non solo. La Famiglia Balan vanta anche svariate collaborazioni con le aziende del territorio. Tra le collaborazioni che ci riguardano: la linea di Grappe dedicate interamente alla Corporazione degli Acquavitieri Italiani. Una gamma che vuole riscoprire, conservare ed esaltare usi, costumi e tradizioni delle cultura astesana, piemontese ed italiana con lo scopo di valorizzarne i prodotti tipici.

Daniele e Fabio Balan
Grandi gourmet e conoscitori di vini e distillati di tutto il mondo, sono titolari della Vinicola Balan, Una passione che la Famiglia Balan si tramanda di padre in figlio dal 1962 e che Daniele e Fabio hanno potuto apprendere dal papà Sergio. Il vino non è solo un prodotto, ma uno stile, una passione e un divertimento. Un tipo di legame che porta ad essere curiosi e apprezzare anche esperienze internazionali che non siano le tue, a porti continuamente in confronto. E’ nata così la voglia di selezionare alcuni dei prodotti più interessanti presenti sul mercato, provenienti anche da Francia, Spagna, Portogallo e Germania, ma non solo. La Famiglia Balan vanta anche svariate collaborazioni con le aziende del territorio. Tra le collaborazioni che ci riguardano: la linea di Grappe dedicate interamente alla Corporazione degli Acquavitieri Italiani. Una gamma che vuole riscoprire, conservare ed esaltare usi, costumi e tradizioni delle cultura astesana, piemontese ed italiana con lo scopo di valorizzarne i prodotti tipici.

Carlo De Martini
Personaggio di grande rilievo nel mondo dell’economia e della finanza locali. Dopo aver ottenuto la laurea in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Torino, negli anni ottanta comincia la sua esperienza lavorativa come impiegato presso la Cassa di Risparmio di Asti. Nel corso degli anni, grazie alla sua professionalità, intuizione e tenacia, intraprende un percorso che lo porta a ricoprire anche ruoli di grande rilievo all’interno dell’istituto bancario, quali: Direttore Credito ed Imprese, Direttore Commerciale, Vice Direttore Generale e Direttore Commerciale fino a guadagnarsi nel 2007 la nomina di Direttore Generale, incarico che tutt’ora riveste. Con la sua dedizione porta avanti un’intensa azione di promozione e valorizzazione delle tradizioni locali, concretizzando diversi ed importanti progetti per il nostro astigiano. Da sempre affascinato dal mondo dei distillati che tanto apprezza, è degno rappresentante dei prodotti e delle tipicità del territorio al quale appartiene.

Carlo De Martini
Personaggio di grande rilievo nel mondo dell’economia e della finanza locali. Dopo aver ottenuto la laurea in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Torino, negli anni ottanta comincia la sua esperienza lavorativa come impiegato presso la Cassa di Risparmio di Asti. Nel corso degli anni, grazie alla sua professionalità, intuizione e tenacia, intraprende un percorso che lo porta a ricoprire anche ruoli di grande rilievo all’interno dell’istituto bancario, quali: Direttore Credito ed Imprese, Direttore Commerciale, Vice Direttore Generale e Direttore Commerciale fino a guadagnarsi nel 2007 la nomina di Direttore Generale, incarico che tutt’ora riveste. Con la sua dedizione porta avanti un’intensa azione di promozione e valorizzazione delle tradizioni locali, concretizzando diversi ed importanti progetti per il nostro astigiano. Da sempre affascinato dal mondo dei distillati che tanto apprezza, è degno rappresentante dei prodotti e delle tipicità del territorio al quale appartiene.

Carlo De Martini
Personaggio di grande rilievo nel mondo dell’economia e della finanza locali. Dopo aver ottenuto la laurea in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Torino, negli anni ottanta comincia la sua esperienza lavorativa come impiegato presso la Cassa di Risparmio di Asti. Nel corso degli anni, grazie alla sua professionalità, intuizione e tenacia, intraprende un percorso che lo porta a ricoprire anche ruoli di grande rilievo all’interno dell’istituto bancario, quali: Direttore Credito ed Imprese, Direttore Commerciale, Vice Direttore Generale e Direttore Commerciale fino a guadagnarsi nel 2007 la nomina di Direttore Generale, incarico che tutt’ora riveste. Con la sua dedizione porta avanti un’intensa azione di promozione e valorizzazione delle tradizioni locali, concretizzando diversi ed importanti progetti per il nostro astigiano. Da sempre affascinato dal mondo dei distillati che tanto apprezza, è degno rappresentante dei prodotti e delle tipicità del territorio al quale appartiene.

Giorgio Borghetti
Giorgio ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo a soli 10 anni, quando nel 1981 presta la sua voce ad un bimbo famoso, Elliot, il ragazzino di E.T. Conseguita la maturità scientifica, prosegue l’attività di doppiatore: sua la voce di Peter Pan e del giovane protagonista de L’attimo fuggente. La sua carriera non si limita al mondo del doppiaggio, ma partecipa anche ad importanti lavori teatrali come il musical Bulli & Pupe, prodotto dalla Compagnia della Ranica con Marina Massironi e Serena Autieri. Protagonista di diverse fiction Tv, vogliamo ricordare: Incantesimo, Cuccioli, Tutti i sogni del mondo, Il Capitano 1, Carabinieri 4 e 5 e Le ragazze di San Frediano. La divisa ha portato bene a Giorgio, che ha anche vestito i panni dello spietato Capitano Loya in La Figlia di Elisa - Ritorno a Rivombrosa.

Giorgio Borghetti
Giorgio ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo a soli 10 anni, quando nel 1981 presta la sua voce ad un bimbo famoso, Elliot, il ragazzino di E.T. Conseguita la maturità scientifica, prosegue l’attività di doppiatore: sua la voce di Peter Pan e del giovane protagonista de L’attimo fuggente. La sua carriera non si limita al mondo del doppiaggio, ma partecipa anche ad importanti lavori teatrali come il musical Bulli & Pupe, prodotto dalla Compagnia della Ranica con Marina Massironi e Serena Autieri. Protagonista di diverse fiction Tv, vogliamo ricordare: Incantesimo, Cuccioli, Tutti i sogni del mondo, Il Capitano 1, Carabinieri 4 e 5 e Le ragazze di San Frediano. La divisa ha portato bene a Giorgio, che ha anche vestito i panni dello spietato Capitano Loya in La Figlia di Elisa- Ritorno a Rivombrosa.

Giorgio Borghetti
Giorgio ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo a soli 10 anni, quando nel 1981 presta la sua voce ad un bimbo famoso, Elliot, il ragazzino di E.T. Conseguita la maturità scientifica, prosegue l’attività di doppiatore: sua la voce di Peter Pan e del giovane protagonista de L’attimo fuggente. La sua carriera non si limita al mondo del doppiaggio, ma partecipa anche ad importanti lavori teatrali come il musical Bulli & Pupe, prodotto dalla Compagnia della Ranica con Marina Massironi e Serena Autieri. Protagonista di diverse fiction Tv, vogliamo ricordare: Incantesimo, Cuccioli, Tutti i sogni del mondo, Il Capitano 1, Carabinieri 4 e 5 e Le ragazze di San Frediano. La divisa ha portato bene a Giorgio, che ha anche vestito i panni dello spietato Capitano Loya in La Figlia di Elisa- Ritorno a Rivombrosa.

Vanni Cornero
Inizia la sua esperienza giornalistica in radio private e pubblicazioni locali mentre termina gli studi universitari di Lettere. Nel febbraio 1978 viene assunto alle edizioni provinciali del quotidiano «La Stampa». Professionista dal dicembre 1979, nel 1980 passa al settore Economia e Finanza dove attualmente è caposervizio responsabile delle pagine dedicate all’Agricoltura. Autore di numerose pubblicazioni sul comparto agroalimentare ha fatto parte di commissioni per lo sviluppo della comunicazione nel settore agricolo presso il Cnl (Consiglio nazionale economia e lavoro), l’Ismea (Istituto studi mercati agricoli) e l’Ice (Istituto commercio estero). Vanni, con la sua penna a volte arguta e graffiante, è un punto di riferimento; infatti, ha voluto e saputo raccontare ai suoi lettori, la storia gastronomica degli ultimi anni, tutelando e premiando la credibilità e integrità di quelle realtà che meritano di essere apprezzate.

Vanni Cornero
Inizia la sua esperienza giornalistica in radio private e pubblicazioni locali mentre termina gli studi universitari di Lettere. Nel febbraio 1978 viene assunto alle edizioni provinciali del quotidiano «La Stampa». Professionista dal dicembre 1979, nel 1980 passa al settore Economia e Finanza dove attualmente è caposervizio responsabile delle pagine dedicate all’Agricoltura. Autore di numerose pubblicazioni sul comparto agroalimentare ha fatto parte di commissioni per lo sviluppo della comunicazione nel settore agricolo presso il Cnl (Consiglio nazionale economia e lavoro), l’Ismea (Istituto studi mercati agricoli) e l’Ice (Istituto commercio estero). Vanni, con la sua penna a volte arguta e graffiante, è un punto di riferimento; infatti, ha voluto e saputo raccontare ai suoi lettori, la storia gastronomica degli ultimi anni, tutelando e premiando la credibilità e integrità di quelle realtà che meritano di essere apprezzate.

Vanni Cornero
Inizia la sua esperienza giornalistica in radio private e pubblicazioni locali mentre termina gli studi universitari di Lettere. Nel febbraio 1978 viene assunto alle edizioni provinciali del quotidiano «La Stampa». Professionista dal dicembre 1979, nel 1980 passa al settore Economia e Finanza dove attualmente è caposervizio responsabile delle pagine dedicate all’Agricoltura. Autore di numerose pubblicazioni sul comparto agroalimentare ha fatto parte di commissioni per lo sviluppo della comunicazione nel settore agricolo presso il Cnl (Consiglio nazionale economia e lavoro), l’Ismea (Istituto studi mercati agricoli) e l’Ice (Istituto commercio estero). Vanni, con la sua penna a volte arguta e graffiante, è un punto di riferimento; infatti, ha voluto e saputo raccontare ai suoi lettori, la storia gastronomica degli ultimi anni, tutelando e premiando la credibilità e integrità di quelle realtà che meritano di essere apprezzate.

Bruno Libralon
Vicepresidente ICIF, primo istituto di cucina italiana per stranieri, ha cominciato la sua carriera nel 1962 come commis di cucina al Ristorante Tre Valli di Borgaro Torinese, esperienze seguita ad altri lavori stagionali che lo hanno portato in giro per il mondo. Nel corso della carriera ha degnamente rappresentato l’Italia culinaria in molte parti del mondo, tra i suoi interventi più significativi: In India ha cucinato nel 1995 in occasione della visita del Presidente Scalfaro, nel 2003 negli Stati Uniti ha cucinato per le star del Cinema accorse a Los Angeles per la consegna degli Oscar. Tra febbraio e marzo del 2003 è stato anche organizzatore per conto dell’Istituto per il Commercio Estero, di corsi di formazione in cucina ed enologia italiana per la promozione agroalimentare a Seoul, Singapore e Hong Kong. Tra le sue iniziative più significative: l’istituzione della prima cattedra di cucina italiana a Flores da Cunha e in territorio cinese, nel 2004, l’inaugurazione della prima scuola di cucina ed enologia italiana.

Vicepresidente ICIF, primo istituto di cucina italiana per stranieri, ha cominciato la sua carriera nel 1962 come commis di cucina al Ristorante Tre Valli di Borgaro Torinese, esperienze seguita ad altri lavori stagionali che lo hanno portato in giro per il mondo. Nel corso della carriera ha degnamente rappresentato l’Italia culinaria in molte parti del mondo, tra i suoi interventi più significativi: In India ha cucinato nel 1995 in occasione della visita del Presidente Scalfaro, nel 2003 negli Stati Uniti ha cucinato per le star del Cinema accorse a Los Angeles per la consegna degli Oscar. Tra febbraio e marzo del 2003 è stato anche organizzatore per conto dell’Istituto per il Commercio Estero, di corsi di formazione in cucina ed enologia italiana per la promozione agroalimentare a Seoul, Singapore e Hong Kong. Tra le sue iniziative più significative: l’istituzione della prima cattedra di cucina italiana a Flores da Cunha e in territorio cinese, nel 2004, l’inaugurazione della prima scuola di cucina ed enologia italiana.

Bruno Libralon
Vicepresidente ICIF, primo istituto di cucina italiana per stranieri, ha cominciato la sua carriera nel 1962 come commis di cucina al Ristorante Tre Valli di Borgaro Torinese, esperienze seguita ad altri lavori stagionali che lo hanno portato in giro per il mondo. Nel corso della carriera ha degnamente rappresentato l’Italia culinaria in molte parti del mondo, tra i suoi interventi più significativi: In India ha cucinato nel 1995 in occasione della visita del Presidente Scalfaro, nel 2003 negli Stati Uniti ha cucinato per le star del Cinema accorse a Los Angeles per la consegna degli Oscar. Tra febbraio e marzo del 2003 è stato anche organizzatore per conto dell’Istituto per il Commercio Estero, di corsi di formazione in cucina ed enologia italiana per la promozione agroalimentare a Seoul, Singapore e Hong Kong. Tra le sue iniziative più significative: l’istituzione della prima cattedra di cucina italiana a Flores da Cunha e in territorio cinese, nel 2004, l’inaugurazione della prima scuola di cucina ed enologia italiana.

Mariano Frey
Attuale Presidente della sede italiana della Roland Berger, leader a livello mondiale per la consulenza nel settore delle infrastrutture e dei trasporti; è anche membro del consiglio di amministrazione della stessa società in Portogallo e Managing Director della Berger Frey Advisors. Inoltre è membro del consiglio di amministrazione di Milano Assicurazioni, di Cidi e di organizzazioni no profit. In passato ha anche ricoperto l’incarico di advisor della Commissione Parlamentare delle Attività Produttive. Mariano parla correntemente quattro lingue e nella sua carriera professionale di consulente può vantare la partecipazione ad oltre 600 progetti: tra i più importanti la creazione di nuove marche nel settore dei beni di largo consumo, lo sviluppo di progetti in ambito territoriale/immobiliare ed operazioni di ristrutturazione di gruppi industriali e del trasporto. In ambito funzionale ha competenze nella pianificazione strategica, nel marketing e nella comunicazione; nell’area industriale nei settori di largo consumo, trasporti e turismo, sviluppo del territorio, grandi eventi e organizzazioni non profit.

Mariano Frey
Attuale Presidente della sede italiana della Roland Berger, leader a livello mondiale per la consulenza nel settore delle infrastrutture e dei trasporti; è anche membro del consiglio di amministrazione della stessa società in Portogallo e Managing Director della Berger Frey Advisors. Inoltre è membro del consiglio di amministrazione di Milano Assicurazioni, di Cidi e di organizzazioni no profit. In passato ha anche ricoperto l’incarico di advisor della Commissione Parlamentare delle Attività Produttive. Mariano parla correntemente quattro lingue e nella sua carriera professionale di consulente può vantare la partecipazione ad oltre 600 progetti: tra i più importanti la creazione di nuove marche nel settore dei beni di largo consumo, lo sviluppo di progetti in ambito territoriale/immobiliare ed operazioni di ristrutturazione di gruppi industriali e del trasporto. In ambito funzionale ha competenze nella pianificazione strategica, nel marketing e nella comunicazione; nell’area industriale nei settori di largo consumo, trasporti e turismo, sviluppo del territorio, grandi eventi e organizzazioni non profit.

Mariano Frey
Attuale Presidente della sede italiana della Roland Berger, leader a livello mondiale per la consulenza nel settore delle infrastrutture e dei trasporti; è anche membro del consiglio di amministrazione della stessa società in Portogallo e Managing Director della Berger Frey Advisors. Inoltre è membro del consiglio di amministrazione di Milano Assicurazioni, di Cidi e di organizzazioni no profit. In passato ha anche ricoperto l’incarico di advisor della Commissione Parlamentare delle Attività Produttive. Mariano parla correntemente quattro lingue e nella sua carriera professionale di consulente può vantare la partecipazione ad oltre 600 progetti: tra i più importanti la creazione di nuove marche nel settore dei beni di largo consumo, lo sviluppo di progetti in ambito territoriale/immobiliare ed operazioni di ristrutturazione di gruppi industriali e del trasporto. In ambito funzionale ha competenze nella pianificazione strategica, nel marketing e nella comunicazione; nell’area industriale nei settori di largo consumo, trasporti e turismo, sviluppo del territorio, grandi eventi e organizzazioni non profit.

Francesco Micheli
Nella sua carriera di finanziere e imprenditore Francesco Micheli, dopo un’intensa attività nel settore del merchand banking e dell’asset management, è stato tra i primi in Italia a individuare nell’alta tecnologia e nelle telecomunicazioni un settore dalle forti e strategiche possibilità di sviluppo creando e.Biscom-FastWeb: così come oggi sta facendo nel campo delle biotecnologie e delle nanotecnologie attraverso una nuova start-up, Genextra di cui è Presidente e Amministratore Delegato. In parallelo a liceo classico e laurea in scienze politiche ha effettuato studi musicali: pianoforte e composizione. Fa parte del consiglio di amministrazione di diverse società tra cui Allianz, Enia, Interbanca, Longanesi e di diversi Enti culturali o filantropici tra cui Fondazione Teatro alla Scala, Orchestra Filarmonica della Scala, Milano Musica, Fondazione Amici della Scala, Orchestra da Camera Italiana, Fondazione Teatro Parenti, Fondazione CERBA, Vidas, Fondazione per le Neuroscienze, Fondazione Basso, Fondazione Mazzotta e Aspen Institute. Attraverso la Fondazione (che porta il nome del padre musicista e docente al Conservatorio di Milano per oltre 30 anni) ha lanciato il Concorso Pianistico Internazionale Umberto Micheli che fu presieduto da Luciano Berio e realizzato da Maurizio Pollini e Enzo Restagno. E’ Presidente dell’Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano che promuove il Festival “MITO Torino Milano Settembre Musica”.

Francesco Micheli
Nella sua carriera di finanziere e imprenditore Francesco Micheli, dopo un’intensa attività nel settore del merchand banking e dell’asset management, è stato tra i primi in Italia a individuare nell’alta tecnologia e nelle telecomunicazioni un settore dalle forti e strategiche possibilità di sviluppo creando e.Biscom-FastWeb: così come oggi sta facendo nel campo delle biotecnologie e delle nanotecnologie attraverso una nuova start-up, Genextra di cui è Presidente e Amministratore Delegato. In parallelo a liceo classico e laurea in scienze politiche ha effettuato studi musicali: pianoforte e composizione. Fa parte del consiglio di amministrazione di diverse società tra cui Allianz, Enia, Interbanca, Longanesi e di diversi Enti culturali o filantropici tra cui Fondazione Teatro alla Scala, Orchestra Filarmonica della Scala, Milano Musica, Fondazione Amici della Scala, Orchestra da Camera Italiana, Fondazione Teatro Parenti, Fondazione CERBA, Vidas, Fondazione per le Neuroscienze, Fondazione Basso, Fondazione Mazzotta e Aspen Institute. Attraverso la Fondazione (che porta il nome del padre musicista e docente al Conservatorio di Milano per oltre 30 anni) ha lanciato il Concorso Pianistico Internazionale Umberto Micheli che fu presieduto da Luciano Berio e realizzato da Maurizio Pollini e Enzo Restagno. E’ Presidente dell’Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano che promuove il Festival “MITO Torino Milano Settembre Musica”.

Francesco Micheli
Nella sua carriera di finanziere e imprenditore Francesco Micheli, dopo un’intensa attività nel settore del merchand banking e dell’asset management, è stato tra i primi in Italia a individuare nell’alta tecnologia e nelle telecomunicazioni un settore dalle forti e strategiche possibilità di sviluppo creando e.Biscom-FastWeb: così come oggi sta facendo nel campo delle biotecnologie e delle nanotecnologie attraverso una nuova start-up, Genextra di cui è Presidente e Amministratore Delegato. In parallelo a liceo classico e laurea in scienze politiche ha effettuato studi musicali: pianoforte e composizione. Fa parte del consiglio di amministrazione di diverse società tra cui Allianz, Enia, Interbanca, Longanesi e di diversi Enti culturali o filantropici tra cui Fondazione Teatro alla Scala, Orchestra Filarmonica della Scala, Milano Musica, Fondazione Amici della Scala, Orchestra da Camera Italiana, Fondazione Teatro Parenti, Fondazione CERBA, Vidas, Fondazione per le Neuroscienze, Fondazione Basso, Fondazione Mazzotta e Aspen Institute. Attraverso la Fondazione (che porta il nome del padre musicista e docente al Conservatorio di Milano per oltre 30 anni) ha lanciato il Concorso Pianistico Internazionale Umberto Micheli che fu presieduto da Luciano Berio e realizzato da Maurizio Pollini e Enzo Restagno. E’ Presidente dell’Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano che promuove il Festival “MITO Torino Milano Settembre Musica”.

Vittorio Missoni
Titolare, con i fratelli Angela e Luca, dell’omonima casa di moda, MISSONI SPA. Anima commerciale dell’azienda, Vittorio ha coltivato negli anni una passione naturale per il mondo dei colori e dei tessuti tra i quali amava giocare e correre da bambino, quei macchinari di mamma Rosita e papà Tai che lo affascinavano e che ha imparato a conoscere bene quando era ora di fare i compiti di scuola. La vita di Vittorio è una vita on the road; prima le esperienze in importanti fashion store di Londra e New York che formano la sua innata professionalità, poi l’incarico di responsabile marketing e il merito di aver inaugurato i rapporti con mercati nuovi come Giappone, Hong Kong e Korea e consolidato il mercato americano e europeo. Un nome legato all’innovazione estetica e all’invenzione di tecniche che hanno per sempre mutato l’identità della maglieria, Missoni non è solo un brand fra i più conosciuti, amati e premiati, ma un fenomeno di moda d’avanguardia, fiore all’occhiello del made in Italy nel mondo.

Vittorio Missoni
Titolare, con i fratelli Angela e Luca, dell’omonima casa di moda, MISSONI SPA. Anima commerciale dell’azienda, Vittorio ha coltivato negli anni una passione naturale per il mondo dei colori e dei tessuti tra i quali amava giocare e correre da bambino, quei macchinari di mamma Rosita e papà Tai che lo affascinavano e che ha imparato a conoscere bene quando era ora di fare i compiti di scuola. La vita di Vittorio è una vita on the road; prima le esperienze in importanti fashion store di Londra e New York che formano la sua innata professionalità, poi l’incarico di responsabile marketing e il merito di aver inaugurato i rapporti con mercati nuovi come Giappone, Hong Kong e Korea e consolidato il mercato americano e europeo. Un nome legato all’innovazione estetica e all’invenzione di tecniche che hanno per sempre mutato l’identità della maglieria, Missoni non è solo un brand fra i più conosciuti, amati e premiati, ma un fenomeno di moda d’avanguardia, fiore all’occhiello del made in Italy nel mondo.

Vittorio Missoni
Titolare, con i fratelli Angela e Luca, dell’omonima casa di moda, MISSONI SPA. Anima commerciale dell’azienda, Vittorio ha coltivato negli anni una passione naturale per il mondo dei colori e dei tessuti tra i quali amava giocare e correre da bambino, quei macchinari di mamma Rosita e papà Tai che lo affascinavano e che ha imparato a conoscere bene quando era ora di fare i compiti di scuola. La vita di Vittorio è una vita on the road; prima le esperienze in importanti fashion store di Londra e New York che formano la sua innata professionalità, poi l’incarico di responsabile marketing e il merito di aver inaugurato i rapporti con mercati nuovi come Giappone, Hong Kong e Korea e consolidato il mercato americano e europeo. Un nome legato all’innovazione estetica e all’invenzione di tecniche che hanno per sempre mutato l’identità della maglieria, Missoni non è solo un brand fra i più conosciuti, amati e premiati, ma un fenomeno di moda d’avanguardia, fiore all’occhiello del made in Italy nel mondo.

Toyoo Tamamura
Figlio del famoso pittore Hokuto Tamamura, dopo essersi laureato in letteratura francese, aver viaggiato e vissuto a Parigi per diversi anni, comincia a scrivere di enogastronomia, di vino e viaggi. Pur continuando a coltivare la sua professione di scrittore, da’ vita nel cuore del Giappone a Villa d’Est, rinomata azienda vinicola di Nagano con un’ampia struttura immersa nel verde su un panorama da togliere il fiato. Il suo sogno di produrre vino si realizza nel 2003, quando riesce ad avviare un piccolo vigneto di 3 ettari nel quale attualmente produce 4 diversi tipi di vini. Toyoo, da sempre amante dei distillati, ha anche intrapreso un viaggio in Italia nell’aprile 2003, che l’ha portato a conoscere varie distillerie italiane; sempre nello stesso anno, permette al suo enologo di intraprendere uno stage presso le Distillerie Berta al fine di apprendere e toccare con mano il mestiere artigiano del maestro distillatore. Nell’autunno del 2003 arriva il suo primato: installa il primo vero impianto di distillazione in territorio giapponese; una scelta che Toyoo ha saputo coltivare con meticolosità, professionalità, seguendo l’innato desiderio di trasmettere anche ai suoi connazionali il piacere di bere grappa.

Toyoo Tamamura
Figlio del famoso pittore Hokuto Tamamura, dopo essersi laureato in letteratura francese, aver viaggiato e vissuto a Parigi per diversi anni, comincia a scrivere di enogastronomia, di vino e viaggi. Pur continuando a coltivare la sua professione di scrittore, da’ vita nel cuore del Giappone a Villa d’Est, rinomata azienda vinicola di Nagano con un’ampia struttura immersa nel verde su un panorama da togliere il fiato. Il suo sogno di produrre vino si realizza nel 2003, quando riesce ad avviare un piccolo vigneto di 3 ettari nel quale attualmente produce 4 diversi tipi di vini. Toyoo, da sempre amante dei distillati, ha anche intrapreso un viaggio in Italia nell’aprile 2003, che l’ha portato a conoscere varie distillerie italiane; sempre nello stesso anno, permette al suo enologo di intraprendere uno stage presso le Distillerie Berta al fine di apprendere e toccare con mano il mestiere artigiano del maestro distillatore. Nell’autunno del 2003 arriva il suo primato: installa il primo vero impianto di distillazione in territorio giapponese; una scelta che Toyoo ha saputo coltivare con meticolosità, professionalità, seguendo l’innato desiderio di trasmettere anche ai suoi connazionali il piacere di bere grappa.

Toyoo Tamamura
Figlio del famoso pittore Hokuto Tamamura, dopo essersi laureato in letteratura francese, aver viaggiato e vissuto a Parigi per diversi anni, comincia a scrivere di enogastronomia, di vino e viaggi. Pur continuando a coltivare la sua professione di scrittore, da’ vita nel cuore del Giappone a Villa d’Est, rinomata azienda vinicola di Nagano con un’ampia struttura immersa nel verde su un panorama da togliere il fiato. Il suo sogno di produrre vino si realizza nel 2003, quando riesce ad avviare un piccolo vigneto di 3 ettari nel quale attualmente produce 4 diversi tipi di vini. Toyoo, da sempre amante dei distillati, ha anche intrapreso un viaggio in Italia nell’aprile 2003, che l’ha portato a conoscere varie distillerie italiane; sempre nello stesso anno, permette al suo enologo di intraprendere uno stage presso le Distillerie Berta al fine di apprendere e toccare con mano il mestiere artigiano del maestro distillatore. Nell’autunno del 2003 arriva il suo primato: installa il primo vero impianto di distillazione in territorio giapponese; una scelta che Toyoo ha saputo coltivare con meticolosità, professionalità, seguendo l’innato desiderio di trasmettere anche ai suoi connazionali il piacere di bere grappa.

Calogero Antonio Mannino
Politico italiano di lungo corso, da sempre impegnato nella valorizzazione della sua Sicilia. Nato ad Asmara nel 1939, avvocato penalista, laureato in Giurisprudenza e Scienze Politiche presso la Facoltà di Palermo. Fin da giovane impegnato politicamente: dirigente della Gioventù Italiana di Azione Cattolica, presidente del Circolo ACLI, dirigente della CISL sia a livello provinciale (Agrigento) che a livello regionale, avvocato e presidente dell'Associazione degli Avvocati di Sciacca, Consigliere Comunale del Comune di Sciacca. Nella sua carriera ha ottenuto ben sette mandati elettorali, 6 alla Camera e uno al Senato, ricoprendo ruoli importanti quali Sottosegretario al Tesoro, Ministro della Marina Mercantile, Ministro dell’Agricoltura, Ministro dei Trasporti, Ministro per gli interventi straordinari del Mezzogiorno. Nel 2006, dopo dodici anni di assenza, rientra sulla scena politica, aderendo all'UDC, e viene eletto senatore per la regione Sicilia. Nelle ultime elezioni politiche è stato eletto deputato nazionale. Come Ministro dell’Agricoltura si mostrò attento valorizzatore delle tipicità italiane, in particolare nel mondo del vino, firmando nel 1988, la Legge 164 che disciplina la Denominazione di origine controllata del vino. Negli ultimi anni ha coltivato la propria passione costruendo un’azienda vitivinicola gioiello nell’isola di Bacco e di Eolo: Pantelleria. Cura le viti che addolciscono una delle tante colline dell'isola, vinificandole in una cantina di pietra che potrebbe fare da scenografia a un film di cavalieri medioevali. Grande valorizzatore del prodotto simbolo dell’isola, il Passito, ma anche instancabile sperimentatore di nuovi vitigni in piccolissimi appezzamenti. Non solo più un politico, ma oggi anche un vignaiolo.

Calogero Antonio Mannino
Politico italiano di lungo corso, da sempre impegnato nella valorizzazione della sua Sicilia. Nato ad Asmara nel 1939, avvocato penalista, laureato in Giurisprudenza e Scienze Politiche presso la Facoltà di Palermo. Fin da giovane impegnato politicamente: dirigente della Gioventù Italiana di Azione Cattolica, presidente del Circolo ACLI, dirigente della CISL sia a livello provinciale (Agrigento) che a livello regionale, avvocato e presidente dell'Associazione degli Avvocati di Sciacca, Consigliere Comunale del Comune di Sciacca. Nella sua carriera ha ottenuto ben sette mandati elettorali, 6 alla Camera e uno al Senato, ricoprendo ruoli importanti quali Sottosegretario al Tesoro, Ministro della Marina Mercantile, Ministro dell’Agricoltura, Ministro dei Trasporti, Ministro per gli interventi straordinari del Mezzogiorno. Nel 2006, dopo dodici anni di assenza, rientra sulla scena politica, aderendo all'UDC, e viene eletto senatore per la regione Sicilia. Nelle ultime elezioni politiche è stato eletto deputato nazionale. Come Ministro dell’Agricoltura si mostrò attento valorizzatore delle tipicità italiane, in particolare nel mondo del vino, firmando nel 1988, la Legge 164 che disciplina la Denominazione di origine controllata del vino. Negli ultimi anni ha coltivato la propria passione costruendo un’azienda vitivinicola gioiello nell’isola di Bacco e di Eolo: Pantelleria. Cura le viti che addolciscono una delle tante colline dell'isola, vinificandole in una cantina di pietra che potrebbe fare da scenografia a un film di cavalieri medioevali. Grande valorizzatore del prodotto simbolo dell’isola, il Passito, ma anche instancabile sperimentatore di nuovi vitigni in piccolissimi appezzamenti. Non solo più un politico, ma oggi anche un vignaiolo.

Calogero Antonio Mannino
Politico italiano di lungo corso, da sempre impegnato nella valorizzazione della sua Sicilia. Nato ad Asmara nel 1939, avvocato penalista, laureato in Giurisprudenza e Scienze Politiche presso la Facoltà di Palermo. Fin da giovane impegnato politicamente: dirigente della Gioventù Italiana di Azione Cattolica, presidente del Circolo ACLI, dirigente della CISL sia a livello provinciale (Agrigento) che a livello regionale, avvocato e presidente dell'Associazione degli Avvocati di Sciacca, Consigliere Comunale del Comune di Sciacca. Nella sua carriera ha ottenuto ben sette mandati elettorali, 6 alla Camera e uno al Senato, ricoprendo ruoli importanti quali Sottosegretario al Tesoro, Ministro della Marina Mercantile, Ministro dell’Agricoltura, Ministro dei Trasporti, Ministro per gli interventi straordinari del Mezzogiorno. Nel 2006, dopo dodici anni di assenza, rientra sulla scena politica, aderendo all'UDC, e viene eletto senatore per la regione Sicilia. Nelle ultime elezioni politiche è stato eletto deputato nazionale. Come Ministro dell’Agricoltura si mostrò attento valorizzatore delle tipicità italiane, in particolare nel mondo del vino, firmando nel 1988, la Legge 164 che disciplina la Denominazione di origine controllata del vino. Negli ultimi anni ha coltivato la propria passione costruendo un’azienda vitivinicola gioiello nell’isola di Bacco e di Eolo: Pantelleria. Cura le viti che addolciscono una delle tante colline dell'isola, vinificandole in una cantina di pietra che potrebbe fare da scenografia a un film di cavalieri medioevali. Grande valorizzatore del prodotto simbolo dell’isola, il Passito, ma anche instancabile sperimentatore di nuovi vitigni in piccolissimi appezzamenti. Non solo più un politico, ma oggi anche un vignaiolo.

Calogero Antonio Mannino
Politico italiano di lungo corso, da sempre impegnato nella valorizzazione della sua Sicilia. Nato ad Asmara nel 1939, avvocato penalista, laureato in Giurisprudenza e Scienze Politiche presso la Facoltà di Palermo. Fin da giovane impegnato politicamente: dirigente della Gioventù Italiana di Azione Cattolica, presidente del Circolo ACLI, dirigente della CISL sia a livello provinciale (Agrigento) che a livello regionale, avvocato e presidente dell'Associazione degli Avvocati di Sciacca, Consigliere Comunale del Comune di Sciacca. Nella sua carriera ha ottenuto ben sette mandati elettorali, 6 alla Camera e uno al Senato, ricoprendo ruoli importanti quali Sottosegretario al Tesoro, Ministro della Marina Mercantile, Ministro dell’Agricoltura, Ministro dei Trasporti, Ministro per gli interventi straordinari del Mezzogiorno. Nel 2006, dopo dodici anni di assenza, rientra sulla scena politica, aderendo all'UDC, e viene eletto senatore per la regione Sicilia. Nelle ultime elezioni politiche è stato eletto deputato nazionale. Come Ministro dell’Agricoltura si mostrò attento valorizzatore delle tipicità italiane, in particolare nel mondo del vino, firmando nel 1988, la Legge 164 che disciplina la Denominazione di origine controllata del vino. Negli ultimi anni ha coltivato la propria passione costruendo un’azienda vitivinicola gioiello nell’isola di Bacco e di Eolo: Pantelleria. Cura le viti che addolciscono una delle tante colline dell'isola, vinificandole in una cantina di pietra che potrebbe fare da scenografia a un film di cavalieri medioevali. Grande valorizzatore del prodotto simbolo dell’isola, il Passito, ma anche instancabile sperimentatore di nuovi vitigni in piccolissimi appezzamenti. Non solo più un politico, ma oggi anche un vignaiolo.

Calogero Antonio Mannino
Politico italiano di lungo corso, da sempre impegnato nella valorizzazione della sua Sicilia. Nato ad Asmara nel 1939, avvocato penalista, laureato in Giurisprudenza e Scienze Politiche presso la Facoltà di Palermo. Fin da giovane impegnato politicamente: dirigente della Gioventù Italiana di Azione Cattolica, presidente del Circolo ACLI, dirigente della CISL sia a livello provinciale (Agrigento) che a livello regionale, avvocato e presidente dell'Associazione degli Avvocati di Sciacca, Consigliere Comunale del Comune di Sciacca. Nella sua carriera ha ottenuto ben sette mandati elettorali, 6 alla Camera e uno al Senato, ricoprendo ruoli importanti quali Sottosegretario al Tesoro, Ministro della Marina Mercantile, Ministro dell’Agricoltura, Ministro dei Trasporti, Ministro per gli interventi straordinari del Mezzogiorno. Nel 2006, dopo dodici anni di assenza, rientra sulla scena politica, aderendo all'UDC, e viene eletto senatore per la regione Sicilia. Nelle ultime elezioni politiche è stato eletto deputato nazionale. Come Ministro dell’Agricoltura si mostrò attento valorizzatore delle tipicità italiane, in particolare nel mondo del vino, firmando nel 1988, la Legge 164 che disciplina la Denominazione di origine controllata del vino. Negli ultimi anni ha coltivato la propria passione costruendo un’azienda vitivinicola gioiello nell’isola di Bacco e di Eolo: Pantelleria. Cura le viti che addolciscono una delle tante colline dell'isola, vinificandole in una cantina di pietra che potrebbe fare da scenografia a un film di cavalieri medioevali. Grande valorizzatore del prodotto simbolo dell’isola, il Passito, ma anche instancabile sperimentatore di nuovi vitigni in piccolissimi appezzamenti. Non solo più un politico, ma oggi anche un vignaiolo.

Mario Vicenzi
In questo paesaggio suggestivo di colline e vigneti, nel sud dell'astigiano, ai confini con l'acquese, la famiglia Vicenzi produce da decenni i famosi Amaretti di Mombaruzzo. Mario Vicenzi è erede di una tradizione che risale al 1700, quando i fornai del tempo erano soliti produrne settimanalmente una certa quantità per le mense dei signori della zona. Gli Amaretti di Mombaruzzo costituivano fin da allora un raffinato epilogo ai pranzi o alle cene importanti e fin da allora il gusto particolare di queste specialità e la loro caratteristica morbidezza mandava in visibilio i golosi di dolci. I pochi a conoscerne il segreto se lo tramandavano di padre in figlio e quasi di nascosto, nei loro piccoli laboratori. Al papà di Mario, Franco Vicenzi, che apprese l'arte di produrli proprio in un laboratorio, va il merito di aver fatto conoscere questa specialità inimitabile ben oltre i confini di Mombaruzzo e dintorni e di aver trasmesso al figlio la sua innata passione. Oggi grazie alla Ditta Vicenzi è possibile trovare nelle migliori pasticcerie di tutta Italia gli Amaretti di Mombaruzzo, conosciuti ed apprezzati ovunque.

Mario Vicenzi
In questo paesaggio suggestivo di colline e vigneti, nel sud dell'astigiano, ai confini con l'acquese, la famiglia Vicenzi produce da decenni i famosi Amaretti di Mombaruzzo. Mario Vicenzi è erede di una tradizione che risale al 1700, quando i fornai del tempo erano soliti produrne settimanalmente una certa quantità per le mense dei signori della zona. Gli Amaretti di Mombaruzzo costituivano fin da allora un raffinato epilogo ai pranzi o alle cene importanti e fin da allora il gusto particolare di queste specialità e la loro caratteristica morbidezza mandava in visibilio i golosi di dolci. I pochi a conoscerne il segreto se lo tramandavano di padre in figlio e quasi di nascosto, nei loro piccoli laboratori. Al papà di Mario, Franco Vicenzi, che apprese l'arte di produrli proprio in un laboratorio, va il merito di aver fatto conoscere questa specialità inimitabile ben oltre i confini di Mombaruzzo e dintorni e di aver trasmesso al figlio la sua innata passione. Oggi grazie alla Ditta Vicenzi è possibile trovare nelle migliori pasticcerie di tutta Italia gli Amaretti di Mombaruzzo, conosciuti ed apprezzati ovunque.

Mario Vicenzi
In questo paesaggio suggestivo di colline e vigneti, nel sud dell'astigiano, ai confini con l'acquese, la famiglia Vicenzi produce da decenni i famosi Amaretti di Mombaruzzo. Mario Vicenzi è erede di una tradizione che risale al 1700, quando i fornai del tempo erano soliti produrne settimanalmente una certa quantità per le mense dei signori della zona. Gli Amaretti di Mombaruzzo costituivano fin da allora un raffinato epilogo ai pranzi o alle cene importanti e fin da allora il gusto particolare di queste specialità e la loro caratteristica morbidezza mandava in visibilio i golosi di dolci. I pochi a conoscerne il segreto se lo tramandavano di padre in figlio e quasi di nascosto, nei loro piccoli laboratori. Al papà di Mario, Franco Vicenzi, che apprese l'arte di produrli proprio in un laboratorio, va il merito di aver fatto conoscere questa specialità inimitabile ben oltre i confini di Mombaruzzo e dintorni e di aver trasmesso al figlio la sua innata passione. Oggi grazie alla Ditta Vicenzi è possibile trovare nelle migliori pasticcerie di tutta Italia gli Amaretti di Mombaruzzo, conosciuti ed apprezzati ovunque.

Calogero Antonio Mannino e Enrico Berta

Calogero Antonio Mannino, Enrico Berta e Bruno Tabacci

Enrico e Gianfranco Berta

XI° Solenne Capitolo

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XI° Solenne Capitolo

XI° Solenne Capitolo